Si, l'abbiamo fatto! Abbiamo toccato con mano la versione definitiva di Final Fantasy XIII, probabilmente l'episodio finale del J-RPG più glorioso e amato, nato nel lontanissimo 1987 e capace di sfornare 14 titoli, più innumerevoli spin-off, su tutte le generazioni di console che hanno visto la luce in questi anni, inanellando l'incredibile cifra di 90 milioni di copie vendute.
Final Fantasy XIII è il primo titolo della saga che potrà essere giocato sulle console in alta definizione e lo sforzo fatto dagli sviluppatori di Square Enix è evidente fin dal primo fotogramma, che ci regala un game design curato in modo maniacale e una caratterizzazione dei personaggi assolutamente spettacolare, che può innalzare il medium videoludico all'impegnativo status di arte interattiva.
Final Fantasy XIII è, fondamentalmente, un tributo al genere dei giochi di ruolo giapponesi, forse un requiem, visto che riprende la mitologia collegata alla trilogia del cristallo di Fabula Nova Crystallis apparsa nei primi tre capitoli di Final Fantasy, rispolverando molti elementi di gioco tipici dei primi J-RPG.
Per questo motivo i punti di contatto con il suo predecessore sono quasi inesistenti e la ricerca velata di rendere più action gli scontri a turni è stata in parte abbandonata, lasciando più spazio alla strategia e favorendo una giocabilità classica, ma insaporita di elementi moderni e un uso spettacolare della tecnologia.
L'aspetto visivo ed espressivo è, probabilmente, il punto massimo d'eccellenza di Final Fantasy XIII, favorendo a dismisura l'identificazione e l'empatia con i protagonisti di gioco e un pieno coinvolgimento emotivo nello sviluppo della trama. I modelli poligonali dei personaggi e dei nemici sono realizzati in modo sopraffino e raggiungono, in questa versione, il top della serie e regalano al giocatore il gioco di ruolo più pirotecnico e sfarzoso mai visto su console.
Il nuovo motore grafico, il Crystal Tools, sfrutta sapientemente l'alternanza delle scene pre-renderizzate e renderizzate in tempo reale, al punto che, molto spesso, non si nota la differenza tra le due e ci si ritrova nel bel mezzo dell'azione senza avvertire la fine della cut-scene, fondendo gameplay e narrazione in un continuum avvincente e immersivo.
Ma come spesso succede, un'ottima grafica non può essere sufficiente a fare grande un gioco e l'analisi delle altre caratteristiche di Final Fantasy XIII si presta a critiche più taglienti, se non si è influenzati dal marchio e dalla storia di FF, pur restando sempre su livelli altissimi di gameplay e di design.
Catapultati in un mondo claustrofobico e futuristico, l'avventura inizia impersonando la scontrosa eroina Lightning, protagonista principale ma non assoluta. Lightning è l'avversario dell'umanità, è stata scelta per causare la fine del mondo così com'è conosciuto.
In questo contesto, troviamo due mondi molto diversi fra loro: da una parte c'è una città futuristica e tecnologica chiamata Cocoon, una colonia spaziale fluttuante abitata da milioni di persone che vivono in pace grazie alla protezione e ai poteri dei cristalli magici, in grado di creare macchine e creature viventi; dall'altra, sotto l'atmosfera protetta dai cristalli, c'è un luogo molto pericoloso chiamato Pulse, temuto a tal punto che il Sacro Governo di Cocoon emana un editto che sancisce che chiunque sia sospettato di aver avuto contatti con Pulse debba essere bandito dalla città e trasferito sul pianeta sottostante. Prima di essere scelta, Lightning serviva il Sacro Governo di Cocoon nell'esercito...
Dopo pochi passi in questo mondo, è evidente la volontà degli sviluppatori di trasmettere un senso di ansia e desolazione, con un sistema di telecamere che seguono un movimento indipendente e complementare al giocatore, focalizzando l'attenzione lì dove l'interesse deve accendersi, contribuendo attivamente allo sviluppo del gioco come se indicasse pericoli, soluzioni o particolari scorci paesaggistici utili al proseguimento del cammino.
E questo è un bene in un mondo di gioco immenso e complesso come quello creato da Square Enix, ed essere indirizzati da una telecamera mobile non è assolutamente fastidioso né limitante; al contrario, contribuisce non poco a velocizzare il ritmo di gioco.
Il discorso cambia notevolmente durante gli scontri in battaglia. A differenza di FFXII, in Final Fantasy XIII non c'è alcun controllo diretto sugli altri membri del proprio team, che sono fondamentalmente gestiti dalla AI, ma esclusivamente sul leader della squadra, che assume così un'importanza fondamentale nella gestione dei tempi e dei modi d'attacco. In compenso, il sistema ATB (Active Time Battle) riequilibra la situazione, visto che è possibile controllare il proprio team alternando attacchi e difese simultanei o ricevendo cure benefiche, sfruttando di fatto tutti i componenti della squadra con un sistema di stampo classico, ma fresco e visivamente appagante.
E per il fatto che le battaglie sono molto veloci e frenetiche, questa scelta è quasi una necessità di gioco, in quanto nel tempo necessario per capire l'esito di un attacco e scegliere il successivo, l'ATB meter si ricaricherà automaticamente agevolando la strategia migliore e dando ritmo all'azione. In caso di sconfitta del leader in battaglia, è possibile riavviare lo scontro dal principio e ogni scontro verrà giudicato da un sistema a cinque stelle che valuta velocità e efficacia delle mosse e dei compiti svolti dai membri.
Da segnalare, sicuramente, l'evocazione delle storiche Summon, che in Final Fantasy XIII assume connotati spettacolari con l'introduzione di nuove, inedite trasformazioni: oltre alla classica, ne vedremo di stampo moderno, che uniranno la mitologia orientale a simboli chiaramente occidentali come motori ed elaborate macchine meccaniche in stile futuristico!
Un'altra novità rilevante nel gameplay è l'attacco preventivo, utilissimo per anticipare le mosse dei nemici e iniziare lo scontro con una mossa anticipata. Sarà una delle tattiche vincenti, soprattutto nella prima fase della storia e negli scontri più impegnativi, permettendo di sprigionare la prima sequenza di attacchi in assoluta scioltezza.
In conclusione, la longevità di gioco è una caratteristica fondamentale in Final Fantasy XIII, così come in tutta la serie. E se si pensa che, per completare la storia principale, saranno necessarie più di 50 ore di gioco, ciò non può che essere motivo di soddisfazione per tutti coloro che si avvicineranno a questo capitolo finale della serie J-RPG più importante della storia.