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22/06/2009

Project Natal - il gameplay che non ti aspetti

di Nicola Rizzo

Puntuale come il migliore degli orologi svizzeri, anche quest'anno l'E3 ci ha portato una ventata di novità, ma stavolta è stato particolarmente ricco, sopratutto per l’Xbox 360.

Affianco ai tanti sequel blasonati e nuovi IP davvero interessanti, si è infatti capito subito che Microsoft vuol fare davvero di tutto pur di primeggiare fra le console next-gen e, dove non arriva con il catalogo software (forse più ricco e convincente che mai), ci pensa con un hardware "nuovo"… in tutti i sensi.

Consci del successo ottenuto da Wii, anche i progettisti di Redmond hanno scelto di affiancare al pad tradizionale un hardware in grado di consentire un maggior grado di interazione, per entrare nel prolifico settore del casual gamer. Il risultato inedito e sorprendente, e attualmente noto come Project Natal (si tratta di un progetto ancora in fase beta), è una periferica dalla forma allungata, da appoggiare orizzontalmente davanti alla TV, composta principalmente da una telecamera.

La vera novità sta nel fatto che il software alla base di Project Natal sta nel software su cui si basa, capace di interpretare alla perfezione ogni piccola variazione nel movimento corporeo e di riprodurla con precisione assoluta su schermo permettendo una interazione finora mai vista con gli elementi di gioco presenti su schermo.

Niente controlli con giroscopi e sensori di movimento, dunque, bensì braccia, gambe, testa, busto… l’intero corpo umano, insomma, da usare come un vero e proprio controller, con soluzioni di gameplay tutte ancora da scoprire e inventare.

Più che un’evoluzione del Wii o dell’Eye Toy di Sony, Project Natal sembra avere infatti potenzialità uniche. Sta di fatto, però, che per ora le Demo disponibili all’E3 e i video dimostrativi abbiano lasciato solo intuire le possibilità derivanti da futuri progetti, ma manca ancora la certezza assoluta che tali previsioni si rivelino poi indovinate.

Ad ogni modo non si deve pensare che Project Natal sia un progetto rivolto unicamente a un intrattenimento “leggero”. Basti pensare che il gioco più gettonato dai presenti alla fiera che hanno potuto provare con mano la nuova periferica era una sorta di Burnout, da guidare senza pad, ma semplicemente fingendo di avere un volante in mano… E per accelerare? Nulla di più semplice: spingere in avanti il piede destro (o affondare il sinistro per frenare), proprio come in una vera auto!

Inoltre Microsoft ha lasciato chiari indizi del nuovo catalogo di giochi in via di sviluppo, davvero promettente, tra cui spiccava un gioco in stile Tekken, in cui era possibile compiere qualsiasi mossa direttamente con il corpo per malmenare l’avversario.

Naturalmente, però, nessuna invenzione sarebbe grandiosa senza il classico colpo di genio… ed è qui che entrano in gioco due no,mi prestigiosi come RARE, i cui progetti in cantiere sono coperti da assoluto segreto, e quel Peter Moulynex che tanto ci ha fatto esaltare e penare con Fable e le sue idee all'avanguardia. Proprio quest'ultimo ha presentato il prodotto forse più impressionante legato a Project Natal, ossia Milo.

Pur essendo anche Milo in fase di beta e quindi solo agli albori dello sviluppo, quanto mostrato all'E3 è bastato per strappare applausi a scena aperta. Ci troviamo, infatti, di fronte a quello che si può davvero definire come il primo vero gioco interattivo. Tanto per cominciare, il suo protagonista, Milo per l’appunto,  è capace di riconoscere il giocatore dai tratti somatici e chiamarlo per nome. Poi Milo può chiacchierare con il giocatore come si farebbe con un amico in carne e ossa (o quasi, NdR).

Prese le dovute distanze da una Demo video girata ad arte, restano comunque evidenti le potenzialità di un simile progetto: il "figlioccio" di Moulynex è stato in grado di riconoscere un colore, seguiva affascinato le domande della ragazza e interagiva con gli oggetti che questa gli passava. Chi lo ha potuto testare di persona parla, ovviamente, di limiti nel dialogo: quando una domanda non veniva compresa dal software, Milo alzava le spalle e si estraniava nel suo incantevole mondo, per poi tornare a giocare e parlare con l’interlocutore quando “incuriosito”.

Dietro a tante ipotesi resta un dato certo, ovvero la tecnologia sulla quale Project Natal si basa: una videocamera RGB, un’altra a infrarossi, un microfono multi-array e una mappa di profondità. Questo consente di tracciare un giocatore, o più di uno, in uno spazio 3D e di eseguire comandi vocali provenienti da più persone.

Visto e considerato che tutto il Project Natal è ancora relativamente giovane, è facile quanto meno supporre che molti dei limiti riscontrati o anche solo immaginati potranno essere superati, se non subito, comunque nel tempo. Intanto i primi kit di sviluppo sono stati rilasciati ai principali developer. Quel che è certo è che una nuova strada nell’intrattenimento videoludico domestico è appena stata tracciata e che in molti, addetti ai lavori e semplici giocatori, non vedono l’ora di percorrerla tutta!

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