In occasione della presentazione del Nintendo 3DS, la scorsa settimana, abbiamo potuto soddisfare la nostra curiosità nei confronti di molti dei titoli di prima generazione della console, provando con mano la bontà del sistema di controllo del 3DS e apprezzandone le notevoli doti grafiche. Come già accennato nell'hands-on hardware, ci siamo trovati di fronte a giochi dalle indubbie qualità audiovisive, equivalenti e talvolta perfino più appariscenti dei migliori prodotti per Wii.
Nessuno dei giochi che abbiamo provato era una versione definitiva, ma abbiamo comunque spremuto a fondo ogni postazione di prova, per poter valutare oggettivamente la bontà delle proposte.
Casualmente, la nostra attenzione è stata inizialmente catturata da PES 2011 3D, ottimo titolo per iniziare ad apprezzare le doti tridimensionali dello schermo auto-stereoscopico del Nintendo 3DS. L'impatto della visuale di gioco, alle spalle del calciatore di cui si ha il controllo, ci ha esaltati offrendoci una vista del campo in profondità e conquistando la nostra fiducia con dei cambi di inquadratura impeccabili e precisi. Giusto il tempo di prendere dimestichezza con il nuovo layout dei tasti e il titolo Konami ci ha concesso grandi emozioni, amplificando la sensazione di trovarsi realmente in campo con un utilizzo intelligente del 3D.
Subito dopo, è stato il turno di Resident Evil: the Mercenaries 3D, che ci ha convinti con la sua veste grafica, lasciandoci però interdetti per quanto riguarda la sostanza di gioco. Mercenaries 3D, infatti, non è altro che la modalità di gioco secondaria di Resident Evil 5, scorporata dal contesto originale, "ripacchettizata" e proposta come gioco stand-alone. Non dovrete fare altro che selezionare il vostro personaggio preferito e uccidere il maggior numero di nemici entro un tempo limite e in determinati scenari di gioco. Per quanto esaltante possa essere la resa grafica, ci sembra di scorgere una mossa di marketing fin troppo furba, soprattutto sapendo che è in arrivo Resident Evil: Revelations, capitolo originale della saga e in esclusiva per 3DS. A questo punto, perché non introdurre Mercenaries come modalità secondaria di Revelations? Domanda retorica. Speriamo solo che il prezzo sia moto basso.
La nostra terza sessione di gioco ci ha visti impegnati a solcare i cieli dell'isola di Wuhu, che molti di voi ricorderanno come la località nella quale si svolgono tutte le attività di Wii Sports Resort. Il gioco in questione era Pilotwings Resort, omaggio al classico Pilotwings che nel 1990 spopolò su SNES, dimostrando di cosa fosse capace la modalità grafica denominata Mode 7. Allo stesso modo, abbiamo percepito Pilotwings Resort come uno di quei titoli capaci di dimostrare l'utilità del 3D auto-stereoscopico, adattando alla perfezione tale soluzione tecnologica al concept di gioco. I percorsi di volo proposti, a dispetto di una grafica basilare (ma mai scontata), ci hanno estasiato e divertito! Pilotwings Resort è stato uno dei giochi che ci ha convinto maggiormente.
Faceva bella mostra di sé anche Lego Star Wars III: the Clone Wars, dimostrando che la GPU PICA200 è molto a suo agio nel rendering dei personaggi e delle ambientazioni a base di mattoncini. L'effetto auto-stereoscopico conferiva una piacevole profondità alle situazioni proposte, ma non si è rivelato essenziale. Un'impostazione di gioco classica, come quella adottata per questo titolo Lucas Arts, non ci ha stimolati a mantenere attiva la modalità 3D, a testimonianza del fatto che non tutti i giochi per Nintendo 3DS andranno giocati in 3D (per altro salvaguardando un minimo l'autonomia della batteria).
Un altro gioco "leggero" che però ci ha spinto a riattivare il 3D, è stato Kid Icarus: Uprising. Uno sparatutto immediato, dai controlli essenziali, che ci ha ricordato che nel Nintendo 3DS non esiste solo lo schermo superiore... Il titolo prevede, infatti, l'uso del pennino sullo schermo inferiore per mirare. Vi sembrerà strano, ma di tutti i giochi provati, era l'unico a prevedere un uso continuativo dello schermo touch. La cosa ci ha fatto riflettere sul fatto che il touch screen è stato l'elemento chiave dei grandi giochi per DS e non vorremmo che tutta questa enfasi posta sullo schermo superiore 3D depistasse i produttori dalle reali caratteristiche vincenti di tutte le revisioni hardware del DS, compreso il 3DS.
Da un titolo Nintendo all'altro, ci siamo dedicati anche all'ennesimo remake di Zelda, nella fattispecie The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D. Commovente il vederlo girare anche su questa nuova console Nintendo, ma non sappiamo proprio immaginare quanti di coloro che l'hanno già giocato e finito in tutte le salse troveranno il coraggio di dedicargli nuovamente altro tempo. La validità del gioco rimane comunque fuori discussione, sia chiaro.
Uno dei titoli meno incisivi della serata è stato Ridge Racer 3D, un vero e proprio dinosauro su quattro ruote che, nonostante la resa tecnica accettabile, non ha fatto altro che farci provare qualche dubbio in più in merito all'eccessiva quantità di remake che affolleranno il calendario di lancio del 3DS.
Le ultime parole vorremmo spenderle per due picchiaduro veramente imponenti, che ci hanno tenuti incollati allo schermo per ovvie ragioni. Stiamo parlando di Dead or Alive Dimensions e di Super Street Fighter IV 3D Edition. Entrambi mostruosamente belli da vedere, sono stati i titoli che - a nostro avviso - più di tutti hanno reso onore alle doti grafiche del Nintendo 3DS.
Il picchiaduro Capcom ci è sembrato virtualmente indistinguibile dalla sua controparte da salotto, mostrando i muscoli sia in 2D che in auto-stereoscopia. L'unico appunto che ci sentiamo di muovere a questa sua nuova incarnazione è un'evidente tendenza alla semplificazione delle dinamiche di lotta, con tanto di shortcut per le mosse più complicate, in modo da poterle realizzare con la semplice pressione di un'area dello schermo inferiore.
Dead or Alive Dimesions, dal canto suo, non poteva che conquistarci esteticamente, con una ricchezza di dettaglio veramente impressionante! Il titolo Tecmo Koei è sempre stato molto appariscente, ma su Nintendo 3DS ci ha saputo stupire con sfocature dinamiche e una fluidità di gioco impeccabile... almeno finché non abbiamo attivato l'auto-stereoscopia. A quanto pare, si tratta di un titolo così oneroso per il chipset grafico, da richiedere quasi tutte le risorse hardware per mantenere aggiornamento dello schermo ancorato ai 60 fps in 2D. Nel momento in cui abbiamo manovrato lo slider del 3D, la richiesta di calcolare il doppio dei fotogrammi si è rivelata eccessiva per la GPU, che è dovuta scendere vistosamente a patti con la fluidità.
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