Final Fantasy è una delle serie più longeve della storia. Il primo gioco uscì nel 1987 e da allora ben sei episodi (di cui l'ultimo è sicuramente il migliore) aiutarono Nintendo a imporsi sul mercato giapponese e, in seguito, in quello occidentale.
Poi accadde l'impensabile: il settimo Final Fantasy era previsto per il Nintendo 64, ma quella console utilizzava ancora le vecchie cartucce, un sistema che non permetteva tutto lo spazio che la Square dell'epoca aveva intenzione di utilizzare. Ecco allora che Final Fantasy VII, il migliore di tutta la serie e, sì, persino di questo tredicesimo episodio, arrivò in esclusiva sulla primissima, gloriosa PlayStation.
Da allora la Square ha sempre privilegiato le console Sony, fino a cambiare rotta con questo Final Fantasy XIII, il primo a uscire contemporaneamente (ma non in Giappone) sia su PlayStation 3 che su Xbox 360. D'altronde i tempi cambiano e, con loro, anche Final Fantasy...
Nel corso di questi venti e passa anni, la serie ha sempre cercato di rivoluzionarsi, rimanendo però ben ancorata a quelli che sono gli ingredienti principali degli J-RPG, molto diversi dalla scuola occidentale fin dalle fondamenta.
Giochi di ruolo occidentali che anche Final Fantasy, con i suoi ultimi due capitoli, ha cercato di imitare, ma da cui ora prende tutte le distanze possibili. Final Fantasy XIII è il primo capitolo per le console in alta definizione e, per questo, assolutamente innovativo. A volte, però, l'innovazione può prendere una brutta piega...
Anche questa volta ci sono un cast e una trama completamente nuovi. Il mondo in cui è ambientato Final Fantasy XIII si chiama Pulse mentre la trama ruota attorno a delle entità, a metà strada tra una dio e un colosso meccanico, chiamate fal'Cie. 1.300 anni prima degli eventi narrati nel gioco, un fal'Cie chiamato Orphan creò Cocoon, una città che galleggia nei cieli di Pulse, ma da cui gli abitanti non possono uscire. Il governo teocratico di Cocoon, conosciuto come Sanctum, descrive infatti Pulse come un luogo pericoloso e maledetto, al punto che ogni persona che ne entra a contatto viene esiliata.
In questo contesto dovranno cavarsela i vari protagonisti del gioco, personaggi di un certo spessore e che non vi faranno certo rimpiangere il cast dei giochi precedenti.
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