18/11/2009
Come nei film, Jigsaw propone i suoi enigmi senza mai mostrarsi in prima persona, ma facendo capolino dagli apparecchi televisivi sparsi per i locali del manicomio. Gli enigmi, padroni assoluti della struttura di gioco di Saw, risultano piuttosto vari nelle prime fasi di gioco, ma a lungo andare finiscono con l'essere piuttosto ripetitivi, fino alla noia.
A vivacizzare un po' le cose, per fortuna, ci sono le macabre conseguenze dei propri sbagli sulle persone da salvare. Tra le situazioni più riuscite ne ricordiamo una in particolare, che chiede al giocatore di risolvere una sorta di puzzle; a ogni errore il corpo del malcapitato viene crudelmente perforato e mutilato! I lettori più smaliziati avranno già intuito che l'originalità di Saw si esaurisce dopo poche battute...
Ad aggravare il tutto, il manicomio offre ambienti fin troppo simili fra loro e dalle dimensioni piuttosto ridotte, il che lascia poco spazio a una fase di ricerca di indizi utili alla risoluzione degli enigmi. Anzi, troppo spesso si è costretti a percorrere più volte le stesse zone, senza alternative, al fine di raggiungere l'obiettivo successivo ed è spesso frustrante ritrovarsi a non poter oltrepassare ostacoli apparentemente facili da superare. Inoltre morire dopo essere caduti in una delle trappole dell'enigmista, spesso ingenuamente, non fa che aumentare il malumore di chi gioca...
Peccato, perché un aspetto interessante del gioco sta proprio nel modo in cui l'ambientazione entra a far parte del gameplay, essendo il manicomio irto di ostacoli, come porte chiuse o sbarramenti, e soprattutto trappole attivabili al passaggio.
Anche le missioni sono piuttosto ridondanti, così come gli enigmi, basati sempre sullo stesso schema: spostarsi da un punto A a un punto B, seguire le istruzioni di Jigsaw per liberare l'ostaggio di turno, dirigersi verso un punto C per recuperare una chiave, tornare al punto B e risolvere il puzzle, spesso troppo facile...
A rendere il tutto se possibile ancora più frustrante intervengono le fasi di combattimento contro alcuni personaggi presenti nel manicomio, decisi a uccidere il povero detective perché l'enigmista ha rivelato loro che la chiave per liberarsi dalle loro pene è insita proprio sul suo corpo.
L'idea può sembrare un originale pretesto con cui variare il gameplay: per combattere si può riccorrere ad armi non convenzionali prese dall'ambiente o persino sfruttando a proprio vantaggio alcune delle trappole sparse da. Peccato che a vanificare il tutto ci siano i movimenti imprecisi e le incertezze di una telecamera realizzata grossolanamente, al punto da rendere per nulla piacevoli tali momenti.
Continua >