12/03/2009
Il cuore del sistema di gioco di Resident Evil 5 è mutuato da Resident Evil 4. L’impatto complessivo iniziale potrebbe trarre in inganno, lasciando presagire un’esperienza di gioco assolutamente in linea con quella del precedente capitolo action (GameCube, Wii e PlayStation 2). Infatti i controlli sono rigidi e la gamma di movimenti concessa al giocatore durante gli scontri a fuoco è decisamente restrittiva.
Il cosiddetto strafe (la possibilità di spostarsi lateralmente) è stato introdotto in una variante del sistema di controllo, selezionabile nell’apposito menu delle opzioni, ma continua a non essere disponibile una volta estratta l’arma. Se paragonato a giochi attuali, quali Dark Sector o un Gears of War a piacere, la sensazione di impotenza durante i combattimenti è quasi insostenibile. Eppure non si tratta di un errore di valutazione in fase di sviluppo, bensì di una decisione ben precisa che contribuisce a rendere ancora più intensa e claustrofobica l’esperienza.
La gestione dell’inventario in tempo reale è un altro tassello che concorre a definire la nuova concezione di survival horror Made in Capcom. L’obbligo di interagire con soli nove slot a disposizione per immagazzinare gli oggetti conferisce tutto un altro ritmo a Resident Evil 5. Per velocizzare ulteriormente l’azione è possibile disporne il contenuto in modo da associarlo alla croce direzionale del pad. Una trovata che dona un tocco di realismo, ma che obbliga anche a tenere a mente, perfino nelle situazioni più concitate, il numero di oggetti assegnati a ogni slot. Altra caratteristica dell’inventario è quella di poter scegliere cosa assegnare a Sheva, decidendo di affidarsi al giudizio dell’I.A. che la gestisce.
Il lavoro svolto dal team di sviluppo è encomiabile anche sotto questo aspetto. Sheva è completamente autonoma, sa badare a se stessa ed è sempre pronta in caso di bisogno a passare uno spray rigenerante o intervenire fisicamente per togliere Chris dai guai. Tutto perfetto? Non proprio. L’affascinante compagna è fin troppo intraprendente, sperperando letteralmente tutte le munizioni che deciderete di assegnarle attraverso la gestione condivisa dell’inventario; allo stesso modo, tende a curare spasmodicamente ogni minimo graffio. Tale zelo sarà anche indice di una sorprendente intelligenza, ma la maggior parte dei giocatori non apprezzerà una gestione così poco oculata delle risorse comuni.
La soluzione più drastica per arginare lo sperperamento sarà il cooperative offline, in split-screen, oppure online. A titolo informativo, una volta completata l’avventura sarà possibile invertire i ruoli e relegare Chris alla carica di comprimario.
Accettare l’idea di una compagna di squadra così autonoma o rifiutarla e optare per il multiplayer cooperativo è la chiave di lettura dell’intera esperienza di gioco. Ci si rende gradualmente conto che tutto ruota attorno al gioco di squadra; ancor più, tutto è concepito per affrontare l’avventura online con un amico. Un concept rivoluzionario, destinato a caratterizzare in modo esclusivo Resident Evil 5.
Effettivamente, essendo disposti a dimenticare qualsiasi passata iterazione della serie, questo ultimo capitolo appare quasi come uno spin-off, un action game cooperativo e dotato di una sua precisa autonomia, ma che si è adeguato ad alcuni dei canoni classici pur di mantenere la sua affinità con la saga di appartenenza. Azione pura, combattimenti emozionati e supporto reciproco sono le caratteristiche salienti dell’esperienza di gioco offerta da Resident Evil 5. Il prezzo da pagare per questo cambio di registro, già preannunciato in Resident Evil 4, è l’assenza di quel particolare senso dell’horror che aveva caratterizzato Resident Evil agli albori.
Continua >