27/11/2009
Innanzitutto c'è con Resident Evil: The Darkside Chronicles stavolta Capcom ha migliorato questa serie sotto tutti gli aspetti, sia dal lato puramente tecnico che da quello del gameplay.
Per quanto riguarda questo ultimo aspetto, è meglio definire chiaramente cosa il giocatore andrà a svolgere all'interno del gioco: non si deve fare altro che sparare, seguendo l'azione con la telecamera in soggettiva, che in sostanza si muove da sola, salvo interrompersi per le scene di dialogo o per i filmati in computer grafica.
Un grosso passo in avanti è stato effettuato sul bilanciamento della difficoltà, spina nel fianco del precedente capitolo. In Umbrella Chronicles la frustrazione era spesso dietro l'angolo, con segmenti di gioco che parevano in un primo momento insormontabili. Questa volta si è optato per un bilanciamento della difficoltà in modo costante da livello a livello, capace di modellarsi sul giocatore in base al grado di valutazione ottenuto a fine stage.
La personalizzazione riveste un ruolo importante in Resident Evil: The Darkside Chronicles. Infatti durante i livelli sarà possibile raccogliere denaro spendibile alla fine dello stage in vari potenziamenti e nuove armi, similmente a quanto accade in Resident Evil 5. Il numero degli strumenti offensivi è nettamente superiore, con fucili a pompa, mitragliatori e addirittura un bazooka!
Anche la longevità generale risulta migliorata: rispetto al predecessore, Resident Evil: The Dark Side Chronicles risulta molto più lungo e ha un fattore di rigiocabilità molto alto, garantita dalla modalità Tofu, da un ulteriore livello di difficoltà, da costumi sbloccabili, oltre alla possibilità di giocare tutte le campagne in multiplayer cooperativo.
È proprio quest'ultimo uno degli elementi più divertenti del gioco, con il secondo giocatore che può entrare in qualsiasi momento durante la partita e imbastire strategie di squadra che migliorano nettamente il gameplay.
Continua >