08/06/2009
Naturalmente, pensare a un Rock Band tascabile comporta tutta una serie di scelte drastiche nel gameplay, ma decisamente inevitabili. In questo caso era pressoché impossibile immaginare un Rock Band Unplugged con tanto di periferiche a corredo (l'add-on per Guitar Hero DS non è stato così esaltante).
Ecco allora che il lavoro degli sviluppatori si è incentrato totalmente sul "come" poter rimediare a quello che, apparentemente, poteva sembrare un grosso handicap. Ed è proprio intorno alle scelte fatte in sede di sviluppo e all'adattamento della giocabilità che ruota gran parte del nostro giudizio.
Diciamo subito che, alla prova sul palco, questa versione rivista e corretta appare davvero convincente! Il compromesso a cui si è arrivati porta sullo schermo quattro pentagrammi differenti (relativi a basso, batteria, voce e chitarra), gestibili contemporaneamente grazie allo switch eseguibile tramite i tasti dorsali della console.
La pressione del tasto destro e sinistro della crocetta direzionale e di triangolo e cerchio permette invece di centrare le note sullo spartito virtuale: basterà eseguire nel migliore dei modi la singola battuta per poter cambiare al volo strumento, senza perdere credibilità d'innanzi al proprio pubblico!
I controlli lasciano inizialmente disorientati, ma poi entrando nell'ottica di un rhythm game di vecchia concezione, la soddisfazione e il coinvolgimento subiranno un'impennata notevole. Anche in questa versione portatile, la sensazione di suonare davvero, quel gusto nel tenere il tempo giusto è presente in dosi massicce, soprattutto giocando dal livello di difficoltà medio in poi (l'opzione Facile vi servirà soltanto nei primi minuti di gioco per prendere confidenza col sistema di controllo). Il consiglio è quello di giocare usando un paio di cuffie, per gustarsi al meglio i pezzi ed entrare maggiormente a contatto con il tempo da tenere.
Rock Band Unplugged conferma dunque tutta l'attenzione che Harmonix ha prestato alla sua creatura in questi anni, con uno sforzo di adattamento che ha dato i suoi frutti in termini di giocabilità. Peccato soltanto per l'assenza della modalità multiplayer: suonare insieme, magari improvvisando band inedite create al volo, non sarebbe stato per niente male...
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