23/04/2010
Dead to Rights: Retribution, in virtù della sua natura di action nudo e crudo, punta tutto sulla violenza estrema. Il sistema di gioco prevede un vasto arsenale di armi da fuoco, con le quali crivellare di colpi i nemici, sfogandosi con qualche headshot e una spruzzata di immancabile bullet time.
Jack può anche affrontare i nemici a mani nude, contando su una basilare gamma di attacchi che possono essere combinati fra loro: i classici colpi leggeri o pesanti e mosse che spezzano la guardia avversaria, rendendo i nemici vulnerabili.
Prevedibili (ma gratificanti), infine, le dinamiche relative alle violente mosse finali, con le quali è possibile mettere a tacere per sempre i nemici la cui energia è ai minimi termini. Queste esecuzioni sono contemplate anche utilizzando la pistola, tuttavia le meccaniche di combattimento più interessanti sono quelle che sfruttano l'abilità di Jack nel disarmare i nemici, sciacquandogli la faccia col piombo delle loro stesse armi.
Sembrerebbe un sistema di combattimento sufficientemente vario, ma ci si scontra ben presto con alcune limitazioni fastidiose, come l'impossibilità di accovacciarsi o di saltare. Poco male perché, in prossimità di alcuni elementi dell'ambientazione, Slate può trovare riparo... Inoltre non c'è un sistema di lock, generando una costante sensazione di caos nelle situazioni più concitate. Nonostante tutto, i combattimenti sono divertenti e funzionano bene.
Un evidente difetto di game design, invece, è l'assegnazione della funzione di copertura allo stesso tasto utilizzato per disarmare gli avversari, con la sgradevole conseguenza che, in alcune situazioni, Jack tenderà ad accucciarsi da qualche parte, invece di disarmare l'energumeno armato che ha di fronte!
Difetto meno evidente, ma che verrà a galla ben presto, è piuttosto la tendenza di Dead to Rights: Retribution a diventare noioso fin troppo alla svelta: i livelli sono lineari, con muri invisibili che prevengono qualsiasi digressione. L'aiuto di Shadow, capace di aggredire gli avversari o di recuperare un'arma, non risulta mai essenziale, anzi.
Per fortuna, sono stati inseriti interi livelli nei quali si ha il controllo diretto su Shadow, che riguadagna un minimo di utilità nel contesto di gioco. Si tratta di sessioni stealth classiche, infarcite di nemici dotati di una limitata Intelligenza Artificiale e di un ristretto campo visivo, mentre Shadow ha l'abilità di identificare il nemico perfino attraverso i muri.
Una spruzzata di sana violenza gratuita (vista la possibilità di Shadow di aggredire al collo o ai genitali) è la ciliegina, neanche tanto originale, sulla torta.
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