28/01/2010
Prima di addentrarci nell'analisi del gameplay di Mass Effect 2, è bene sottolineare un dettaglio fondamentale che, delineandosi anche come la prima, straordinaria qualità del titolo Bioware, andrà a influire sensibilmente sull'intera esperienza di gioco. Ci riferiamo, ovviamente, alla marcata consequenzialità che lega il background di partenza della sua trama portante ai risvolti maturati dalle decisioni che i giocatori hanno preso nel corso del primo capitolo della saga.
In termini pratici, ciò non implica soltanto che la personalità del vostro alter ego, le sue specializzazioni e le abilità conseguite rifletteranno i criteri vigenti al momento della conclusione della precedente avventura, ma anche che tutti gli alleati eventualmente morti nel suo ambito non saranno disponibili... Con tutto ciò che ne potrebbe conseguire in termini contestuali.
Allo stesso modo, i rapporti di fiducia, inimicizia o complicità vigenti tra Shepard e i compagni di ventura rimasti al suo fianco resteranno inalterati, riflettendo ancora una volta le conseguenze degli atteggiamenti adottati in precedenza.
Come lecito presagire, tutto ciò finisce col creare un rapporto del tutto speciale tra l'utente e l'avventura stessa, che maturerà nella consapevolezza di essere stati realmente parte integrante del suo sviluppo, piuttosto che semplici spettatori di un copione già scritto.
Alla luce di questo elemento, si potrebbero già da ora trarre conclusioni entusiastiche circa lo spessore concettuale dell'opera di Casey Hudson, eppure tutto ciò non costituisce altro che la semplice cornice di un progetto colossale, la cui struttura portante va a spaziare da RPG a third person shooter e da racing game ad avventura grafica con una nonchalance spaventosa, senza peraltro mai tradire la funzionalità di un sistema di gioco sempre e comunque impeccabile, a prescindere dalle varie ed eventuali esigenze di copione.
La completezza dell'intelaiatura di Mass Effect 2 è, in effetti, paragonabile soltanto alla sua immediatezza. Puntuale, intuitivo e straordinariamente collaudato, il titolo Bioware è in tal senso un capolavoro di equilibrio, capace di rendere piena giustizia a ogni sfaccettatura del suo gameplay, che si tratti della gestione dei menu statistici o del sistema di accumulo dei punti esperienza, della fluidità dei comandi in sede sparatutto o dell'incredibile duttilità dell'interfaccia dialogale.
Dovendo trovare un elemento che più di ogni altro sintetizzi la caratura del lavoro svolto dagli sviluppatori, l'accento non potrebbe comunque che ricadere proprio sul sistema di comunicazione tra i personaggi. Già fiore all'occhiello del primo Mass Effect, quest'aspetto della produzione risulta infatti ulteriormente rifinito, tanto da offrire un coefficiente di interazione praticamente mai ravvisato altrove. Oltre a potersi interfacciare con il suo prossimo, seguendo svariati approcci sociali, Shepard potrà ora giocare anche con sfumature, allusioni ed espressioni, capaci di causare diverse reazioni negli interlocutori e altrettanta corrispondenza sullo sviluppo degli eventi.
Logicamente, la profondità di detta interfaccia garantisce un margine di rigiocabilità pressoché sconfinato, andando a prolungare ulteriormente un'avventura il cui completo svisceramento dovrebbe occupare non meno di 25 ore di gioco piene! Debitamente supportato da un grado di sfida proporzionato ai progressi maturati, lo scorrere del gioco sarà comunque "immune" da eccessivi picchi di difficoltà o situazioni di stallo dovute all'inadeguatezza del proprio livello d'esperienza rispetto agli ostacoli da superare.
Nel segnalare il supporto di una modalità Multiplayer in grado di ottimizzare, laddove possibile, l'esperienza online già apprezzata in passato, non possiamo, infine, evitare di fare un plauso particolare alla fase esplorativa dell'avventura: piuttosto che sterili escursioni alla volta di mondi solo marginalmente diversi tra loro, queste sequenze presentano ora un'impostazione ben più stimolante, con ambientazioni molto più particolareggiate, confluendo in side quest tutt'altro che pretestuose.
Continua >