25/09/2009
Come abbiamo già avuto modo sottolineare nell'hands-on dedicato, la struttura di gioco proposta da Aion si snoda essenzialmente intorno ai concetti di Raid e PvP, lasciando pertanto alle quest un ruolo non certo marginale, ma senz'altro meno determinante. Questa soluzione riflette logicamente le origini orientali del progetto, e se è vero che gli amanti del grinding non potranno che apprezzarne le conseguenze, è altrettanto innegabile che gli utenti più occidentalizzati potranno invece trovarla troppo limitante.
Al di là dei gusti personali, va comunque detto che Aion dispone di un concept di gioco piuttosto equilibrato che, beneficiando della presenza di un level cap settato a 50 e di un regime di accumulo Punti Esperienza particolarmente bilanciato, offrirà ai suoi utenti un esperienza di gioco sobria, asciutta e soprattutto duratura.
L'oculatezza adottata in fase di progettazione da T.J.Kim e soci, si riflette anche nella creazione e nella successiva gestione del personaggio. Circoscritto a sole quattro classi principali - Scout, Sacerdote, Mago e Guerriero - lo sviluppo del proprio Alter Ego andrà accompagnandosi all'acquisizione di numerose Skill ed altrettante abilità speciali, la cui progressiva integrazione spianerà l'accesso alle otto specializzazioni previste (due per ognuna delle classi disponibili). Allo stesso tempo, vi sarà anche modo di acquisire delle preziose Mana Stone, tramite le quali sarà invece possibile alterare le caratteristiche primarie dell'Avatar e allestire, di rimando, proficui scambi con gli altri utenti.
Lo straordinario Editor adibito alla creazione del personaggio riesce a compensare quasi in toto ogni eventuale carenza dovuta al contenuto numero di classi e fazioni selezionabili. Oltre a poter caratterizzarne l'abbigliamento, i lineamenti e le proporzioni corporee del proprio eroe, gli utenti potranno di fatti sbizzarrirsi ad abbinare ad esso determinate espressioni tipo e molteplici atteggiamenti di default: dettagli che contribuiranno, ovviamente, ad omogeneizzare la sua personalità ed evitare così imbarazzanti incoerenze caratteriali.
Tra le novità più interessanti, Aion propone la possibilità di volare. Accessibile soltanto dopo aver superato il decimo livello di esperienza, ed essere quindi assurti al rango di Daeva, questa straordinaria risorsa permetterà agli utenti di librarsi nei cieli di Atreia con una certa libertà, il che li aiuterà a colmare distanze spesso ingenti. Per quanto il suo impiego resti confinato solo a determinate aree del territorio come l'inquietante Abyss, il volo rivestirà comune un ruolo cruciale anche nell'economia del PvP, senza per questo alterarne in modo esasperato gli equilibri. In tal senso, l'unico avvertimento resta quello di centellinare con cura l'impiego di questa risorsa e scegliere con altrettanta accortezza gli upgrade da applicare alle ali.
È purtroppo necessario evidenziare anche alcuni limiti del gioco che risultano essenzialmente legati alla gestione delle Quest. Oltre a non essere mai troppo articolate, queste ultime non contribuiscono molto a delineare i contorni del plot narrativo di base: aggiungendo a queste considerazioni, il sostanziale squilibro che determina il rapporto tra esse e le sequenze PvP, si desume pertanto che Aion sia un titolo più votato al combattimento e al Raid. Il che potrebbe deludere una certa tipologia di giocatore.
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