29/05/2009
Dopo un piccolo tutorial tra le rovine dei sobborghi fatiscenti di Los Angeles, non avrete il tempo di ambientarvi che subito sarete attaccati, voi e i vostri compagni di sventura, da un HK (una grossa nave volante) che sembrerà non lasciarvi scampo. Questo incontro vi darà l’opportunità di testare alcune delle armi che utilizzerete spesso durante il gioco, tra cui mitragliatori Bar, AK 47 (comunemente chiamati Kalashnikov), lanciarazzi, fucili a canne mozze ed esplosivi di ogni tipo.
Potrete portare con voi solo due armi per volta e non avrete mai a disposizione una potenza di fuoco inferiore a una mitragliatrice pesante, quindi niente pistole o coltelli, visto anche che dovrete fronteggiare nemici pesanti diverse tonnellate in più di voi.
In Terminator Salvation potersi coprire dietro qualche riparo sarà fondamentale, giacché i vostri nemici saranno armati fino ai denti e indistruttibili per la maggior parte del proprio corpo. Starà a voi, correndo da copertura a copertura, cercare di trovare un punto debole di questi robot nel tentativo di abbatterli.
Gli sviluppatori, i GRIN, noti anche per il soddisfacente Bionic Commando, hanno mutuato il sistema di coperture da un altro loro lavoro: Wanted (che, a sua volta, s’ispira al gioco della Epic). Ogni volta che vorrete ripararvi, in Terminator Salvation, basterà premere il pulsante adibito vicino a una delle moltissime coperture a vostra disposizione. Per cambiare posizione non dovrete far altro che avvicinavi ai bordi del riparo; in questo caso apparirà uno schema, purtroppo per nulla esemplificativo, che vi darà l’anteprima dello spostamento che farete in base a come inclinerete la levetta analogica.
L’HUD del gioco, per rendere la scena di combattimento il più immersiva possibile, sarà presente in maniera da apparire unicamente negli scontri a fuoco, per indicare l’energia rimasta e la quantità di munizioni a disposizione. Queste ultime dovranno essere sempre centellinate.
Grande attenzione è stata riposta dai GRIN nell’I.A. di Terminator Salvation, i quali, già in fase di lavorazione del gioco, ci avevano avvertito: “La nostra I.A. ha raggiunto livelli molto alti e siamo sicuri che l’apprezzerete”. L’intelligenza artificiale delle macchine, in effetti, non sbaglierà mai un colpo e, com’è giusto che sia per loro natura, avranno diversi vantaggi in più rispetto agli umani nello scovare e uccidere i nostri compagni. L’I.A. dei ribelli che ci seguiranno, dall’altra parte, tenderà a fare più errori di valutazione rispetto ai Terminator, ma in maniera credibile, tanto che, durante gli scontri a fuoco, molti dei nostri compagni moriranno lasciando a noi e a pochi altri l’arduo compito di sconfiggere le macchine assassine.
C’è da dire che uno dei nostri compagni (la co-protagonista del gioco) non morirà mai anche se spesso sarà sovrastata del fuoco nemico… Tutto questo perché il gioco è stato concepito, principalmente, per il cooperativo in due persone; in caso foste soli a giocare, avrete la possibilità di avere un compagno comandato dalla CPU. Il cooperativo, pur essendo divertente se giocato con un amico, lascia l’amaro in bocca. Nel caso decideste di giocare assieme a qualcuno, non potreste di certo contare sull’online, vista la totale mancanza di questa modalità (quindi dovrete dividere la metà dello schermo con un altro giocatore).
Per staccare la monotonia degli scontri a fuoco, ci saranno diverse situazioni in cui avrete la possibilità di utilizzare postazioni con mitragliatori, bazooka e addirittura gli armamentari di una macchina ribelle, mentre sarete a bordo di mezzi guidati dalla CPU lungo percorsi prestabiliti. D’effetto la fuga su una metropolitana, mentre ci si difende da moto-robot unicamente a colpi di lanciarazzi!
Continua >