La Arika, piccola ma versatile software house giapponese, sono anni che prova a sviluppare un simulatore di immersioni perfetto, che sia interessante per i meno avvezzi ai videogiochi ma anche divertente, nel senso più stretto del termine.
I primi tentativi risalgono ai primi anni di vita della PlayStation 2, ma il vero salto, la Arika, lo ha fatto con Endless Ocean su Wii, uscito poco meno di due anni fa e capace di conquistare subito un buon numero di appassionati.
Dopo un periodo di assenza, la serie torna con questo secondo capitolo, ancora una volta esclusiva Nintendo Wii. Endless Ocean 2: Avventure negli Abissi ha tutte le carte in regola per essere il miglior esponente del genere; non che ce ne siano tanti di giochi così, ma se guardiamo alle precedenti opere della Arika non c'è un titolo tanto curato e rifinito.
Endless Ocean 2: Avventure negli Abissi ripropone di base la stessa struttura del prequel, rinforzandola dove si era rivelata più debole e arricchendola con una trama molto affascinante. Al giocatore verrà chiesto di vestire i panni di un sub con base nell'immaginaria Repubblica di Paoul, incantevole atollo nel bel mezzo dell'oceano Pacifico. Qui potremo esplorare liberamente il fondale, alla ricerca di specie rare o semplicemente per rilassarci, facendoci spingere più in là da un'irresistibile voglia di vedere cosa c'è dopo, sempre più in profondità.
Naturalmente, il nostro alter ego non può contare su un cospicuo conto in banca e quindi, prima o poi, sarà chiamato a svolgere qualche lavoretto, sempre inerente alla sua più grande abilità: esplorare le profondità marine! Questo significa che, spesso, qualcuno vi chiederà di accompagnarlo durante un'escursione, clienti che potrebbero limitarsi a nuotare dietro di voi oppure sorprendervi con richieste speciali, come osservare una determinata specie di pesci.
Un altro lavoro a cui vi piacerà sicuramente fare affidamento, in cambio di denaro sonante, è quello del fotografo. Le riviste specializzate pagano bene in cambio di qualche scatto emozionante, figuratevi per qualche reperto scoperto nelle profondità oceaniche.
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