18/12/2009
di Roberto Danni
È ormai tutt'altro che un mistero: gli studi est-europei stanno vivendo un periodo di grande prolificità nella produzione di sparatutto 3D: dopo Cryostasis e NecroVisioN, due progetti dalle premesse molto interessanti (ma che al botteghino non hanno registrato particolare successo, ecco arrivare Metro 2033, in sviluppo presso gli ucraini 4A Games, già coinvolti nella realizzazione del celebre S.T.A.L.K.E.R.
Il know-how, insomma, non manca allo staff al lavoro su Metro 2033, così come non manca un'adeguata copertura fornita dal publisher THQ, sempre pronto a seguire progetti promettenti e caratterizzati da una certa originalità.
Metro 2033 è infatti uno sparatutto che, almeno sotto alcuni punti di vista, risulta decisamente atipico per i giorni nostri: con un mercato sempre più orientato al multiplayer, e uno sviluppo pressoché inedito di MMO che attingono a ogni genere videoludico, la scelta di 4A Games ricade invece su un gioco esclusivamente singleplayer, che punta tutto su coinvolgimento emotivo e profondità narrativa.
In questo, vale la pena precisare che il team di sviluppo si è avvalso dell'appoggio di Dmitry Glukhovsky, scrittore russo e autore dell'omonimo best-seller (di cui, oltretutto, ha già scritto il seguito Metro 2034, da tenere in conto nel caso il primo videogioco dovesse avere successo...), che ha prestato la sua opera come base per lo sviluppo del gioco, offrendo per altro la sua consulenza nell'adattamento del tutto.
Con tali premesse diventa dunque evidente quanto la trama sia centrale nell'economia di Metro 2033 e non si limiti alla classica storiella che funge da pretesto per sparare a tutto ciò che si muove. Il gioco è ambientato nell'anno 2033, che secondo gli sviluppatori sarà tutto fuorché ospitale: in seguito a una catastrofe nucleare la quotidianità dei civili russi ha dovuto abbandonare la superficie terrestre, per spostarsi negli intricati cunicoli della ex-metropolitana di Mosca.
Luce del sole e aria fresca sono dunque ormai solo un lontano ricordo per gli abitanti delle nuove "città", che si conformano come agglomerati urbani sotterranei in cui la vita è tutt'altro che semplice. Del resto, anche peggiore è la situazione sulla superficie terrestre, dove alcuni sopravvissuti sono mutati in esseri mostruosi che rendono estremamente rischioso, per i rifugiati, uscire all'aria aperta.
In tutto ciò, il giocatore è chiamato a vestire i panni di Artyom, un giovane ragazzo appartenente alle nuove generazioni: quelle, in altre parole, che non hanno mai conosciuto la vita alla luce del sole. Per Artyom il destino ha in serbo, però, ben altro, addirittura una missione dal cui esito dipenderà la sopravvivenza della sua specie, e che si districa tra la risoluzione di misteri e la scoperta di quali insidie calcano le terre che una volta costituivano la splendida città di Mosca.
L'ambiente di gioco è stato ricostruito in maniera davvero intrigante, così da presentare location disastrate al fianco di nuovi agglomerati urbani che testimoniano l'ostinazione alla sopravvivenza della razza umana. I toni cupi e freddi aiutano il giocatore a respirare un'atmosfera di perenne tensione, cui si aggiunge una palpabile sensazione di disperazione per le condizioni di vita cui la gente è costretta.
Tale scelta ha ovviamente lo scopo di coinvolgere il più possibile il giocatore, che via via impara a conoscere le nuove regole di vita (e di sopravvivenza) anche grazie al generoso apporto di quelli che, in un gioco di ruolo, definiremmo PNG, ovvero Personaggi Non Giocanti. In Metro 2033 questi hanno una funzione del tutto diversa e, invece che dispensare missioni o dare alla trama uno sviluppo differente in base alle risposte del giocatore, hanno l'unico scopo di fornire indizi e dettagli circa il mondo apocalittico in cui il tutto è ambientato. Al giocatore, poi, la possibilità di indagare e curiosare, per comprendere a fondo l'ambiente in cui si ritrova.
L'attenzione alla trama è pari solo a quella dedicata alle sessioni di combattimento: gli scontri a fuoco sono infatti all'ordine del giorno, in cui il giocatore deve fronteggiare una vasta serie di nemici che spaziano da soldati avversari a mostri mutanti, passando anche attraverso minacce volanti che rendono i cieli ben poco sicuri.
Al di là della presenza ostile, il pericolo arriva anche dall'ambiente stesso: questo, inospitale e profondamente contaminato, richiede infatti l'uso di una strumentazione apposita per sopravvivere. Al giocatore l'onere di tenere sempre sotto controllo i propri valori vitali, così come il livello di ossigeno a disposizione, in alcuni casi ben più importante delle munizioni! Tra combattimento, sessioni stealth e minaccia ambientale, l'esperienza di gioco si annuncia dunque molto ricca.
A completare il senso di coinvolgimento subentra, infine, il lavoro svolto a livello tecnico e, nel particolare, tutto il comparto grafico. Il motore di gioco proprietario ha dimostrato di saper gestire con disinvoltura un gran numero di poligoni senza soffrire particolarmente sul fronte della fluidità - sebbene la versione diretta a Xbox 360 sia (almeno attualmente) limitata a 30 fps. Interessanti, poi, le texture realizzate per l'occasione, generalmente in grado di sottolineare con grande cura il senso di devastazione e precarietà alla base dell'atmosfera di gioco.
Specificamente per la versione PC (parsa al momento quella di riferimento), gli sviluppatori hanno annunciato la compatibilità di Metro 2033 con le librerie DirectX 10 e 11, così come il pieno supporto alla tecnologia PhysX di nVidia, di cui andranno a beneficiare i giocatori dotati di una scheda dedicata alla gestione della fisica in-game. Chiude la carrellata di feature grafiche una vera chicca: sarà infatti sufficiente possedere un paio di occhiali 3D Vision per gustarsi il gioco in visuale stereoscopica. Quando si dice che le classiche tre dimensioni non bastano!