22/01/2010
Dark Void si presenta come un (mediocre) mix di varie tipologie e titoli vincenti di un lontano passato. Nel corso delle battaglie terra-aria i ricordi tornano, infatti, a giochi del passato remoto come Space Harrier e Rocket Ranger, per poi passare a produzioni recenti come Gears of War (per le sezioni di combattimento) e Prince of Persia (per la spettacolarità di certi salti del personaggio). Sostanzialmente, quel che ne scaturisce è un gioco d'azione/sparatutto in terza persona ricco di scontri sia a terra che a mezz'aria.
Bello, direte voi. Il problema è che questa miscela di generi non è affatto riuscita, sia a causa del sistema di controllo non soddisfacente, sia a causa di un ritmo d'azione troppo lento, persino nelle situazioni che dovrebbero, invece, essere adrenaliniche come gli scontri a fuoco con i nemici.
Oltre ai movimenti, anche la gestione delle inquadrature lascia spesso molto a desiderare, con cambi di visuale troppo improvvisi e "scattosi", che penalizzano vistosamente il giocatore. L'Intelligenza Artificiale dei nemici è, inoltre, molto scadente: avversari passivi e immobili che incassano colpi senza tentare alcuna efficace reazione. Il tutto è inserito nell'ambito di una totale linearità, altro elemento penalizzante per la longevità e, ahinoi, il divertimento.
La distribuzione verticale del gioco e l'azione aerea (la miglior cosa di Dark Void) non attenuano la ripetitività degli scontri con i nemici, in missioni e ambientazioni poco coinvolgenti, soprattutto dopo le prime ore di gioco.
Infine, la mancanza di una modalità multiplayer - che avrebbe aggiunto un fattore di interesse in più - completa la "demolizione" del divertimento. È pur vero che gli sviluppatori hanno precisato che tale scelta è stata dovuta alla volontà di concentrarsi al meglio sul single player, ma, in realtà, il risultato finale offerto da Dark Void non è certo quello sperato... almeno da noi.
Sul fronte della pura giocabilità e del piacere nel completare le missioni, Dark Void non convince, suscitando nell'utente una spiacevole sensazione di scarsezza di idee e contenuti.
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