di Simona Maiorano
Per quanto la scienza possa evolversi e la tecnologia colmare quei divari spazio-temporali che un tempo dividevano gli uomini, le paure e le angosce degli uomini si evolvono con esse, assumendo forme diverse e dotandosi di nuovi strumenti attraverso cui punzecchiare gli incubi più profondi.
Le leggende metropolitane, ad esempio, sono più vive che mai e trovano in Internet e nelle piattaforme sociali le correnti perfette su cui farsi trasportare. Non a caso, ciò da cui tutto ha origine nel videogioco di cui stiamo per parlarvi, Calling, è proprio Internet, o meglio un sito Web noto come The Black Page, che sembra catturare le anime dei visitatori per poi "inoltrarle" a morte certa.
Da queste basi parte la storia di Calling, survival horror già uscito nel 2009, in Giappone, per Wii e che verrà lanciato in Occidente durante la primavera di quest'anno. Hudson Software ha pensato bene di cavalcare l'onda del fenomeno J-Horror, l'horror made in Japan, di cui Konami (che si occuperà della pubblicazione) è l'esponente perfetto in ambito videoludico.
Sebbene Calling possa sembrare evidentemente ispirato al film Ringu (The Ring, il famoso horror con protagonista la piccola Samara), la trama presenta molti punti in comune con un altro film (ispirato anch'esso a Ringu, ma essenzialmente diverso), Paura.com, in cui quattro persone, dopo aver visitato un sito web, sprofondavano nel baratro della follia mentale prima di morire.
Curiosamente anche in Calling i personaggi sono quattro e vengono "arpionati" da una strana entità che le cattura attraverso la chat presente sul sito web The Black Page, trascinandoli nell'Abisso della Memoria (Mnemonic Abyss), una dimensione oscura in bilico tra la vita e la morte.
Il giocatore usarà i quattro personaggi per dipanare il mistero che si cela dietro le numerose morti causate da The Black Page, ma non avrà armi a disposizione, anche perchè a quanto pare i peggiori nemici saranno la paura e i fantasmi.
Il gameplay attribuisce un ruolo rilevante al Wii Remote: la periferica ci permetterà di simulare molte azioni di gioco, ma la cosa più frequente (e originale) che faremo sarà utilizzarlo come un cellulare, per catturare foto, comporre numeri e rispondere a telefonate paranormali in cui ascolteremo delle voci eteree giungere dalle casse del controller, simulando il gesto reale che eseguiremmo se dovessimo rispondere a una vera telefonata.
Potremo usare il controller anche come una torcia che si rivelerà utile per cercare passaggi nascosti e nuovi oggetti con cui interagire: libri, ritagli di giornale, computer, telefoni, scrivanie e quant'altro possa aiutarci a scoprire la verità che si cela dietro le misteriose morti legate alla "pagina nera".
Le meccaniche di gioco si concentrano sull'esplorazione di diversi ambienti, come la scuola e l'ospedale, e la risoluzione di enigmi necessari per accedere ad altre aree di gioco.
La visuale in prima persona di Calling è stata scelta accuratamente per favorire l'immersione completa e aumentare lo stato di tensione e suspance che ci accompagnerà lungo tutta l'esperienza di gioco e che sarà amplificato dall'atmosfera raccapricciante, ottenuta dosando alla meglio luci e ombre e mettendo in risalto le presenze evanescenti che ci compariranno dinanzi all'improvviso.
La grafica mostrata nei video in-game risulta un po' spartana e rigida, con scalettature anche piuttosto evidenti. Tuttavia, si presta bene a gestire i vari effetti e garantisce un certo livello di tensione. La scelta di uno stile anime, in tutto ciò, non può far altro che costituire un valore aggiunto.
La versione di Calling che verrà messa in commercio a partire dal 6 marzo 2010 dovrebbe far fede al livello qualitativo mostrato nelle immagini e nei video finora resi disponibili, lo stesso della versione giapponese. L'impressione che abbiamo avuto di questo titolo è buona, ma il miscuglio di citazioni tra Silent Hill, Ringu, Paura.com e Chakushin ari (The Call, 2004), potrebbe rovinare l'atmosfera e abbassare i "punti originalità" che Calling sembra mostrare con tanto orgoglio.